Il Progetto “Walking roots - Methodologies and Means Against Violence on Women with Disabilities ha prodotto la seguente lettera alle istituzioni nazionali ed europee C.A Vista La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948. Visto L’articolo 6 del Trattato di Amsterdam, concluso il 7 Giugno e firmato il 2 Ottobre 1997, in cui viene sancito che l'Unione Europea è fondata sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Visto L’articolo 13 del Trattato di Amsterdam che conferisce all’Unione Europea competenza per intraprendere tutte le misure necessarie per combattere la discriminazione basata su sesso, origine razziale o etnica, religione o credenza, disabilità, età ed orientamento sessuale. Vista La Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 Novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Vista La Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità in discussione alle Nazioni Unite. Considerato che Il 2007 è stato dichiarato anno europeo per le Pari Opportunità di tutti, ed ha l’obiettivo di rendere i cittadini dell’Unione Europea più consapevoli del diritto di godere di uguale trattamento e di una vita libera dalla discriminazione Verificata La condizione di discriminazione, di esclusione, di mancanza di pari opportunità e di violazione dei Diritti Umani delle persone con disabilità. Verificata La discriminazione multipla e la condizione d’invisibilità che vivono le donne con disabilità. Un gruppo di donne con disabilità, provenienti da diversi paesi europei, riunitesi il 20 e 21 maggio 2006 a Lamezia Terme – Italia – in occasione del Seminario Europeo "Walking Roots: Rediscovering Our Essence" realizzato all’interno del progetto “Walking Roots - Methodologies and Meanst against Violence on Women with Disabilities” – programma Daphne 2004/2008 n. 2004-2/094/W, vuole richiamare l'attenzione sulla condizione di discriminazione multipla che sono costrette a subire nei propri paesi d’origine e all’interno dell’Unione Europea. Altresì, esprime la necessità che vengano intraprese azioni e politiche, sia da parte delle istituzioni europee che dei singoli paesi, affinché possano essere garantite le loro pari opportunità e il rispetto dei loro Diritti Umani. Richiamando l’esperienza di vita ed associativa che ogni donna con disabilità ha maturato nel proprio paese e nell’impegno politico e culturale a livello europeo, le donne con disabilità CHIEDONO I. Alle Istituzioni dell’Unione Europea ed ai Governi nazionali di sostenere le dovute pressioni affinché le questioni di genere siano inserite all’interno della Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità in discussione alle Nazioni Unite, secondo queste modalità: Þ Introdurre le questioni relative alle donne e alle ragazze con disabilità, incluse quelle che non possono rappresentarsi da sole, in un articolo specifico della Convenzione Þ Introdurre nell’articolato della Convenzione i temi di genere in particolare negli articoli: sanità, istruzione, lavoro, di particolare importanza per le donne. II. Alle Istituzioni europee ed ai Governi nazionali di privilegiare ed implementare, in occasione del 2007 anno europeo per le pari opportunità di tutti, progetti che promuovano processi di sensibilizzazione, politiche e servizi innovativi atti a favorire le pari opportunità delle persone con disabilità ed il rispetto dei loro Diritti Umani, con particolare attenzione alle questioni di genere ed alla doppia discriminazione di donne e ragazze con disabilità. III. Alle Istituzioni europee ed ai Governi nazionali e regionali di attivarsi per la definitiva realizzazione del quadro giuridico e legislativo al fine di garantire le misure necessarie volte a raggiungere l'obiettivo della piena partecipazione e parità per le ragazze e le donne con disabilità. In particolare si afferma la necessità di emanare una legislazione che protegga i diritti delle ragazze e delle donne con disabilità nei casi di abuso e violenza sessuale al di fuori o all'interno dei luoghi di residenza. Una particolare attenzione deve essere rivolta alle donne con disabilità, incapaci di rappresentarsi da sole. IV. Ai Governi nazionali e regionali di destinare adeguate risorse finanziarie alla diffusione di servizi per il superamento della discriminazione multipla, sulla base di genere e disabilità: assistenza personale, mobilità, riabilitazione, sanità, istruzione, formazione e lavoro, vita indipendente, previdenza sociale. V. Alle Istituzioni europee ed ai Governi nazionali e regionali di promuovere e finanziare training per le ragazze e le donne con disabilità per sviluppare il loro empowerment. Nello specifico finanziare e sostenere attività di consulenza alla pari e soprattutto contribuire concretamente al riconoscimento della figura professionale del consulente alla pari.