Alba. Essere donna nella disabilità

Nuove occasioni di cura e sostegno offerte alle donne a contatto con la disabilità

Il progetto, della durata di 12 mesi, nasce all’interno del Programma DAPHNE 2000-2003, ed è promosso da DPI Italia – organizzazione nazionale non governativa composta da 15 associazioni di e per persone con disabilità presenti in più Regioni italiane e dai Comitati Territoriali di DPI Italia, le cui azioni spaziano dalle attività di promozione e difesa dei Diritti Umani e Civili delle persone con disabilità, al lavoro in rete con altre organizzazioni che si occupano di questioni inerenti problematiche sociali.

I beneficiari di Alba sono due categorie: le donne, in quanto madri di disabili, che violentano i figli o subiscono da essi. Tale gruppo ha difficoltà a manifestare/raccontare ciò che accade in famiglia, ma deve maturare la consapevolezza di poter modificare e migliorare la propria qualità di vita e cambiare il clima familiare al fine di sostenere maggiormente la routine di vita accanto ad un disabile. I precedenti progetti Daphne hanno evidenziato come, in Europa, non ci siano reti di sostegno alle donne che hanno questa tipologia di problema. Beneficiari sono anche i minori disabili che subiscono violenza da parte delle madri, all’interno delle famiglie di appartenenza.

I partner del progetto sono: Groupement Francais des Personnes Handicapées G.F.P.H (Francia), Conf Coordinadora Estatal de Minusvalidos Fisicos de Espagna (Spagna), Associazione Genitori di Bambini e Adulti Disabili A.GE.DI. onlus, Università della Calabria, Commissione Pari Opportunità – Regione Calabria, Associazione Comunità Progetto Sud Onlus, Associazione “Il Girasole” (Italia). Partner associato è la National Federation of Disabled Persons Ass in Hungary-MEOSZ (Ungheria).

Con il progetto ALBA si raggiungeranno i seguenti obiettivi specifici: – promuovere lo sviluppo della consapevolezza di atteggiamenti e comportamenti violenti sulle donne disabili e sulle mamme con figli disabili; – offrire ai paesi dell’UE una nuova prospettiva del fenomeno e nuove informazioni: la violenza familiare in presenza di un disabile. Le attività consistono in tre focus group con donne disabili e mamme con figli disabili, realizzati nei tre paesi sul tema della violenza attiva e passiva; analisi comune del materiale prodotto; produzione e pubblicazione di un manuale che presenti la buona pratica; realizzazione di una conferenza di presentazione dei risultati. I risultati saranno veicolati sul sito internet dell’ente e diffusi nella conferenza finale.

Alba vuole far comunicare due mondi femminili: quello delle donne disabili, vittime di violenza, e quello delle madri di disabili, vittime e autrici di violenza in quanto spesso vedono nei propri figli speranze disattese. Non c’è ancora l’abitudine né a parlare di questi problemi né a chiedere sostegno e aiuto a chi vive lo stesso problema.

L’approccio è quello del lavoro in gruppo: i team work per la progettazione degli strumenti e per la rielaborazione dei contenuti, i focus group come luogo di indagine dei contenuti della violenza, luogo per far emergere il proprio vissuto di violenza, ricostruire una nuova immagine di sé e creare una rete di sostegno.

Le attività che si svolgeranno saranno le seguenti: 1.Elaborazione di un prodotto di analisi di 25 interviste effettuate da DPI Italia; 2. Incontro tra i partner per la presentazione in dettaglio del prodotto dell’azione 1 al fine di ricercare gli elementi chiave di analisi del fenomeno in ambito familiare e costruzione della griglia di intervista per gli incontri con le donne e le mamme; 3. Realizzazione di tre focus group con i destinatari dell’intervento, realizzati in ogni paese partecipante e analisi del materiale prodotto, invio al partner richiedente e rielaborazione dei prodotti dei singoli paesi realizzato dal gruppo di ricerca; 4. Produzione e pubblicazione di un testo e di un cd rom, in 3 lingue, che presenti il percorso compiuto; 5. Organizzazione e realizzazione di una conferenza europea di presentazione dei risultati.

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