Disabled girls and women victims of violence

“Awareness Raising Campaign and Call For Action” Programma Daphne 2000-2003 n° JAI/DAP/00/052/W

Il progetto è stato realizzato nell’anno 2001.
Esso è consistito in una ricerca sulle violenze che le donne con disabilità subiscono.

Un aspetto evidenziato è quello della violenza nel quotidiano. La donna con disabilità non è visibile all’interno dei suoi spazi di vita quotidiana e non gode delle stesse opportunità riservate alle donne
in genere e agli uomini disabili, vivendo così una doppia discriminazione.

La presenza di pregiudizi radicati molto forti che fanno di loro delle “donne mancate” è il motore cha innesca gratuitamente nelle persone in genere azioni di violenza nei loro confronti.

Un altro aspetto è quello strutturale, relativo alla violenza nelle Istituzioni, sottolineando come le logiche asilari negano in ogni istante l’identità delle persone, spogliando loro dei diritti più intimi e privati. Le donne disabili, in questi istituti, diventano, quindi, oggetti senza sesso, perché è la disabilità che viene messa in primo piano. Esse hanno un corpo privo di femminilità e, proprio perché non desiderabile e impersonale, tale corpo è spesso oggetto di abuso.

E’ stata fatta una comparazione delle leggi presenti nei paesi partner del progetto (Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna) sui temi dell’aborto, la sterilizzazione e la violenza sessuale.

Da questa ricerca è stato rilevato che in tutti i Paesi esiste un comune atteggiamento discriminatorio nei confronti delle persone disabili.

Per quanto riguarda l’aborto, esso viene considerato uno strumento legittimo cui una madre può ricorrere nel caso in cui esistano processi patologici relativi al nascituro. In nessun paese, infatti, viene riconosciuto e difeso il diritto alla vita prima di un feto e poi di un bambino disabile.

Per quanto riguarda la sterilizzazione, essa viene ritenuta molto valida e da attuare nell’interesse delle donne disabili, anche senza il loro consenso. In Italia, in particolare, non esistono leggi né che la vietino, né che la consentono. Infine, per quanto riguarda la violenza sessuale, c’è molta confusione nei vari ordinamenti legislativi sulla valutazione e la punibilità di un atto di violenza sessuale esercitato nei confronti di una donna disabile.

Partner del progetto sono stati : DPI (Disabled People’s International) Europe, DPI (Disabled People’s International) Italia, Bifos e V., IES (Asociaciòn Iniciativas y Estudios Sociales)
Il progetto si è concluso con la 3° Conferenza europea delle donne con disabilità dal titolo “Disabled and Women – Victims of Awareness Raising Campaign and Call For Action”, che si è svolta a Falerna-CZ-, in Calabria.nel 2001.

 

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